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Progetto

Titolo
Orchestra Spaziale meets Zappafranck
Immagini
Descrizione

a Simple Lunch 02asl/2013

1. Regyptian Strut (§) 4’17”

2. Let’s make the water turn black (§) 2’54”
Solista: Marco Zanardi (sax tenore)

3. The torture never stops (*, §) 8’28”
Solisti: Alessandro Lamborghini (chitarra) e Vincenzo Vasi (voce)

4. Uncle Meat / Right There (*, §) 6’54”
Solisti: Alfredo Impullitti (pianoforte), Vincenzo Vasi (theremin), Giorgio Casadei (chitarra)

5. Pygmy Twylyte (you can’t do that mazurca on stage anymore) (*) 10’06”
solisti: Massimo Semprini (sax tenore), Federico Tassani (trombone), Adriano Pancaldi (sax tenore), Manolo Nardi (tromba)

6. How Could I be such a fool (*) 4’39”
trombe: Daniele Giardina, Manolo Nardi, Mario Gigliotti
solisti: Ivan Valentini (sax tenore), Marina Ciccarelli (trombone)

7. Stick it Out (§) 4’19”
solista: Giorgio Casadei (chitarra)

8. Holiday in Berlin (§, °) 6’35”
Solisti: Adriano Pancaldi (sax soprano), Massimo Semprini (sax tenore in ensemble con se stesso)

9. RDNZL (*) 8’27”
solisti: Ivan Valentini (sax tenore), Federico Tassani (trombone)

10. Outside Now (§) 6’05”
solista: Giorgio Casadei (chitarra)

11. Oh No – Orange County (*, §) 8’37
solisti: Adriano Pancaldi (sax tenore), Vincenzo Vasi (voce), Marco Zanardi (sax baritono)

Giorgio Casadei: arrangiamenti, direzione, chitarra elettrica, basso in “Uncle Meat”

Vincenzo Vasi: voce, theremin (*, §)
Massimo Semprini: sax contralto, sax tenore, flauto (*, §, °)
Adriano Pancaldi: sax tenore, sax soprano (*, §, °)
Ivan Valentini: sax tenore, sax contralto, sax soprano (*, §, °)
Marco Zanardi: sax baritono, sax tenore, clarinetto (*, §, °)
Daniele Giardina: tromba (*, §)
Manolo Nardi: tromba (*, §, °)
Mario Gigliotti: tromba (*, §)
Gabriele Buonaccorsi: tromba (°)
Federico Tassani: trombone (*, §)
Marina Ciccarelli: trombone (*, §, °)
Giacomo Montanelli: trombone (°)
Alfredo Impullitti: pianoforte, tastiere (*)
Marco Dalpane: pianoforte, tastiere (§, °)
Athos Bovi: vibrafono, marimba, percussioni (*)
Alessandro Lamborghini: chitarra elettrica (§, °)
Andrea Taravelli: basso elettrico (*, §, °)
Claudio Trotta: batteria (*, §, °)
Dencs Daniel Csaba: batteria xenocronica in “Uncle Meat”

* = Reggio Emilia, Teatro Ariosto, 5 novembre 2000, Festival “Di Nuovo Musica”, rassegna “il suono e l’onda”.
§ = Bologna, Container Club, 2 dicembre 2003
° = Cagli, Teatro Comunale, 29 dicembre 2005, rassegna “il suono di una mano sola”

Tutte le composizioni sono di Frank Zappa … oppure: All compositions by Frank Zappa
Nell’anno 2000 Giordano Montecchi per la rassegna “Il suono e l’onda” di Reggio Emilia immaginò un omaggio a Frank Zappa e pensò che l’Orchestra Spaziale fosse l’organico giusto per realizzare quell’idea; fu così che nacque il progetto “Orchestra Spaziale meets Zappafrank”. Quando Giordano ci chiese di realizzare il progetto mi resi conto che era l’occasione di affrontare, come mai prima d’ora, le musiche di colui che già dai primi anni della mia formazione musicale è sempre stato un maestro e un punto di riferimento. Si trattò di un grande lavoro di riflessione, selezione, trascrizione e soprattutto di riscrittura e in un certo senso di scoperta, con l’intenzione non tanto di ricalcare il lavoro del Maestro ma di darne nuova lettura e interpretazione, rispettando e cogliendo per quanto fosse possibile quello che dal mio punto di vista era lo spirito della musica di Zappa. In questo sono stato coadiuvato e aiutato da una compagine di musicisti eccezionali, che hanno fatto molto di più che eseguire degli arrangiamenti; senza il loro apporto creativo e la loro disponibilità nulla avrebbe funzionato così efficacemente come mi sembra sia stato.
Tra il 2000 e il 2005 per l’Orchestra Spaziale ci furono alcune opportunità di replicare lo spettacolo, e in alcune occasioni siamo riusciti ad effettuare qualche registrazione dal vivo. Quelle registrazioni (tutte originariamente su due tracce stereo) oggi sono state restaurate, revisionate, manipolate, tagliate, montate e rimasterizzate. Per alcuni brani sono state utilizzate versioni integrali provenienti da un unico concerto, per altri brani è stato necessario utilizzare versioni di concerti diversi. Attraverso un’attenta opera di selezione, tagli, montaggio, accostamenti, xenocronia zappiana e sovrapposizioni, si è arrivati all’attuale versione definitiva e, grazie al formidabile lavoro di missaggio e masterizzazione di Riccardo Nanni, il materiale ha acquistato nuova luce e maggiore brillantezza. La speranza è che questo progetto che avvinse ed emozionò i musicisti a suo tempo coinvolti, possa essere nuovamente apprezzato da chi vi prese parte, da chi lo ascoltò allora e soprattutto da chi lo ascolterà oggi per la prima volta.
E’ per me doveroso ringraziare tutti i musicisti che hanno collaborato con l’orchestra, ovviamente anche quelli che non figurano in questo progetto ma che sono stati coinvolti in altri contesti, e tutte le persone che in un modo o in altro hanno sostenuto le attività dell’Orchestra Spaziale, in particolare: Giordano Montecchi, Franco Fabbri, Giovanni Ottolini, Roberto “Ape” Fabbi, Stefano Roffi, Pino Saulo, Emiliano Li Castro, Stefano Scodanibbio, Gastone Mencherini e famiglia, Giancarlo Montorsi, le Officine Musicali di Nonantola, Mario Barrai, Angelo “Agi” Catignani, tutti gli Zappateers, Alessandro Pizzin, Francesco Gentile, Ale Sordi e tutti i collaboratori del Debra Kadabra, Sandro Oliva, Michele Montevecchi e Antonio Cosco del Container Club, Mustafa Cengic, Massimo Simonini, Andrea Tomassetti, Raimondo Rocco, Claudio Lanteri, Enrico Merlin, Tobia Casadei (che è nato proprio mentre il progetto Zappafrank era in piena fase di allestimento).
E’ infine importante ricordare due persone che oggi non sono più con noi ma che molto hanno contribuito alla crescita dell’Orchestra Spaziale: uno è Alfredo Impullitti, persona amabile ed eccezionale musicista che ha aderito con entusiasmo, creatività e dedizione alle attività dell’orchestra e nel progetto “Zappafrank” c’è molto del suo talento; l’altro è Mario Zanzani, tra coloro che più hanno creduto nelle potenzialità di questa orchestra, Mario è la persona che con le sue intuizioni e le sue proposte ci ha dato la possibilità di esplorare nuove frontiere, vivere spericolate esperienze e costruire nuove realtà musicali.
(Giorgio Casadei)

Luogo di validità del progetto
Italia

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